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Non è fantascienza retrò: qualcuno usa ancora i telefoni pubblici


Non me ne voglia lo sconosciuto (e per questo irriconoscibile) signore in nero che ho immortalato stamattina in questa foto scattata in una strada di Catania. Ma non potevo farne a meno. La nostalgia, già ben nota ai lettori di questo blog, è rispuntata fuori. Insieme, ammetto, a una buona dose di stupore e a una constatazione che, in moltissimi, bollerebbero come fantascienza retrò (con tanto di ossimoro) se non fosse per la foto: qualcuno utilizza ancora i telefoni pubblici. 

Nell’era dei telefonini, anche più d’uno per persona e pure in mano a bambini che non avrebbero ragione di utilizzarli, c’è ancora qualcuno che ferma il suo ciclomotore, si avvicina a un telefono pubblico, cerca in tasca le monete, le infila nell’apparecchio e se ne serve per comunicare. Tutto vero e documentato.

A questo punto partono le supposizioni. E’ uno degli ultimi resistenti alla tecnologia? O, meno utopisticamente, gli hanno appena rubato il prezioso apparecchio? Non vuol far rintracciare la sua chiamata? E’ uno sconfitto sociale, disoccupato, abbattuto dalla crisi?

Non ho avuto il coraggio di chiederglielo. Soprattutto perché, alla fine, il nostro eroe o sconfitto che sia, è stato sconfitto. Il telefono pubblico era “out of order”. 


Non è fantascienza retrò: qualcuno usa ancora i telefoni pubblici ultima modifica: 2013-08-09T21:35:00+02:00 da Mariella Caruso

Pubblicato il 09-08-2013  

Sull'autore

Mariella Caruso

Giornalista professionista per il settimanale Telesette, mamma e nonna. Vado in giro, incontro gente e qui racconto di me, del cibo che assaggio e cucino, della gente che incontro e della mia Sicilia

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