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“Donne vere che dicono No” in piazza, su Facebook, dovunque!


Noi donne non ci stiamo. Non vogliamo essere confuse con tutte quelle categorie che finiscono in -ine (veline, meteorine, letterine e così via dicendo fino alle olgettine). Io non ci sto, anche se non posso essere confusa per ovvie ragioni estetiche con quella categoria. Io, come la stragrande maggioranza di donne italiane che non sono ancora state rimbambite dall’equazione malsana bellezza=successo, disponibilità=porte aperte dovunque, voglio valere per quello che sono: un cervello dentro un corpo qualunque.

Ogni donna può fare qualcosa in questa che è una settimana importante. Ci sono stati e ci saranno sit-in, dibattiti, cortei o assemblee pubbliche, flash mob per palesare con forza il nostro NO a questo sistema di compravendita delle donne, allo sfruttamento del corpo femminile ormai entrato nella visione comune della società. Se non avete mai visto il documentario ‘Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo, fatelo.

A Milano sabato 29 gennaio alle 15 in piazza della Scala l’appuntamento è con ‘Un’altra storia italiana‘. Chi può ci vada con la sciarpa bianca come simbolo del lutto per la stato in cui versa l’Italia. Un’Italia nella quale, pur non essendo reato, il fatto che il premier si intrattenga in casa in feste con ‘amiche’ di vario genere ricompensate per la partecipazione secondo la maggioranza di Governo, DONNE COMPRESE, non dovrebbe disturbare alcuno perché è un comportamento privato.

Anche chi non potrà essere presente può fare qualcosa. Per esempio, come mi ha suggerito la mia amica e collega Carmela Grasso, cambiare la foto del vostro profilo Facebook (potete farlo anche se siete uomini… sempreché non facciate parte di quella categoria che invidia i comportamenti di mister B) con quello di donne della storia, donne valorose, intellettuali, combattenti, che hanno lottato per i diritti delle donne in Italia e nel mondo.

Donne normali, belle o brutte, grasse o magre, alte o basse, in minigonna o intabarrate… ma donne vere. Donne che hanno vissuto ancorate alla realtà, che non hanno cercato scorciatoie probabili o improbabili. Dobbiamo ricordare a tutti che i nostri diritti non passano dalle concessioni che qualcuno ci dà. Se volete accompagnate la foto con una scritta sulla bacheca come propone societausaegetta.blogspot.com, oppure lasciate solo la foto. Basterà.

“Donne vere che dicono No” in piazza, su Facebook, dovunque! ultima modifica: 2011-01-27T23:54:00+00:00 da Mariella Caruso

Pubblicato il: 27 gennaio 2011   

Sull'autore

Mariella Caruso

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