Food & wine

Al Ratanà lo sconto è servito… e pure l’ottima cucina


Capita a volte a noi giornalisti (considerati per questo – a volte a torto a volte a ragione – categoria privilegiata) di essere invitati a pranzi o cene che fanno da corollario a conferenze stampa, incontri, presentazione e così via dicendo. In una di queste ho fatto la voluttuosa (in senso gastronomico) conoscenza del Ratanà, un piccolo gioiello nascosto all’interno della sede della Fondazione Catella a Milano, a due passi dalla fermata Gioia della metropolitana verde.

Al di là dell’incongruenza di degustare una cena tipicamente lombarda ad una presentazione turistica del Vallese svizzero del quale abbiamo apprezzato giusto qualche vino, il Ratanà è stato una scoperta. Quella di Cesare Battisti (questo il nome dello chef) è una cucina creativa ma non troppo che utilizza come ingredienti alcuni presìdi Slow Food per aver aderito alla rete dei ‘Cuochi dell’Alleanza’: sono utilizzate le mele rosa dei monti Sibillini, formaggi come il pannerone di Lodi, il Bagòss di Bagolino e il Montébore, i capperi di Salina con l’indicazione dei produttori dove sono stati acquistati. L’ambiente è minimal, i prezzi un po’ meno (ho sbirciato il menù) ma a pranzo c’è la possibilità di consumare una ‘schiscèta’ a 18 euro: primo, secondo, dolce, acqua e caffè oppure piatto unico, acqua e caffè tra quelli indicati.

Volendo c’è pure il rubitt, antesignano dell’happy hour, che mi dicono che in milanese (io da siciliana fatico più di un po’ a comprenderlo) significhi ‘piccola cosa di pregio’. Si sceglie un bicchiere di vino o di birra e arriva un piattino di assaggi “di un livello corrispondente”. Da provare per capire cosa si intende per livello corrispondente.

A fare sorridere però è una delle pagine del menù che tratta di sconti, pratica inusuale per la categoria che, normalmente, si limita a convenzioni (quella ai soci della Fondazione Catella che ospita il ristorante ci rientra in pieno) piuttosto che a un ritocco del conto. Ma questi sconti sono più che inusuali a partire da quelli ‘fissi’ riservati ai pescatori a mosca (necessario presentare l’ultimo permesso), ai ciclisti metropolitani (obbligatorio mostrare il mezzo parcheggiato fuori dal ristorante) e ai devoti del Pret de Ratanà o Giuseppe Gervasini, prete e guaritore della seconda metà dell’Ottocento. In quest’ultimo caso è necessario rispondere a due domande sulla vita del prete varesino.

Dulcis in fundo esiste addirittura anche una categoria di non-paganti… fino a 35 euro a persona. In questo periodo in coincidenza con il 40esimo anniversario dalla morte di Jimi Hendrix il privilegio tocca ai possessori dell’edizione Uk di ‘Are you experienced’, il primo Lp – ovviamente in vinile – del The Jimi Hendrix Experience, primo gruppo fondato dal leggendario chitarrista. E se fosse autografato vi offriranno pure una bottiglia di champagne… ma forse è chiedere troppo!

Al Ratanà lo sconto è servito… e pure l’ottima cucina ultima modifica: 2010-11-29T00:50:00+00:00 da Mariella Caruso

Sull'autore

Mariella Caruso

4 commenti

Lascia un Commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.