Sempre in bilico, ma ormai a un passo dalla nomination repubblicana dopo aver conquistato anche Wisconsin, Maryland e la città di Washington. Mitt Romney, candidato alle primarie repubblicane che designeranno lo sfidante di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti, sta vivendo così politicamente questo periodo di voto. Barcolla ma rimane sempre in piedi… proprio come un weeble wobble, uno di quei giocattoli anni Settanta che, pur dondolando, non si ribaltano mai. Così, come un weeble wobble, Mitt Romney è stato ritratto nello scorso mese di dicembre sulla copertina del New York Time Magazine, niente poco di meno che… da un illustratore italiano, Francesco Poroli.
Una storia che, in questo mondo globalizzato e unito dalla rete, potrebbe sembrare una delle tante di affermati professionisti che non hanno più bisogno di viaggiare fisicamente per brillare di luce propria in ogni continente. Se non fosse che il milanese Francesco Poroli, 36 anni, sposato con Veronica e papà ‘accudente’ di un bimbo di due anni e mezzo, è un illustratore talentuoso che, però, in Italia fatica a proporre il proprio portfolio per quell’italico vezzo che vuole inutili curriculum mandati via mail se non caldeggiati da apposita “segnalazione”. A cambiare le cose è stata la chiamata inaspettata e senza alcuna intermediazione di Caleb Bennett, deputy art director del NYT Magazine.
«Bennett aveva visto una mia copertina della Rivista Ufficiale NBA italiana pubblicata su coverjunkie.com, un blog che raccoglie cover. Gli è piaciuta e mi ha chiamato per chiedermi se mi andava di provare a fare qualche illustrazione per lui – racconta Francesco -. Ho detto subito sì. Mi ha dato le indicazioni, gli ho mandato i disegni e mi ha detto: ‘Ok, vanno bene’, omettendo che una di queste sarebbe diventata una copertina».
Inutile dire che la sorpresa ha quasi paralizzato Francesco che si definisce «illustratore per caso». «Sono un autodidatta. Dopo il liceo classico mi ero iscritto all’Università con poco successo: cinque esami in cinque anni – spiega sorridendo -. Mio padre mi disse che dovevo darmi da fare: cominciai come uomo delle pulizie nella sede del Comitato Regionale Fipav della Lombardia. Mi è sempre piaciuto disegnare e, tra una spazzata e una spolverata, smanettavo con il pc e proposi una mia versione grafica della rivista telematica del Comitato. Fu quello il mio primo passo».
E il NYT Magazine dimostra che non sarà l’ultimo. Anche perché, adesso, il portfolio di Poroli trova sempre più porte aperte… anzi spalancate. Tutto merito di un weeble wobble.
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Sono Mariella Caruso, giornalista. Vado in giro. Racconto persone, luoghi e fenomeni che attirano la mia curiosità: cibo, televisione, musica, viaggi e tutto quello che vale la pena osservare. Almeno per me.
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