Mariella's Blog Persone Sport

Volley, cosa resterà oltre oro, argento e bronzo del Mondiale italiano

L’Italvolley sta giocando contro la Serbia per tentare di mettersi al collo una medaglia, di bronzo… ma pur sempre una medaglia. Difficile dire se ce la farà. Le sfide tra sconfitte – checché se ne dica – hanno sempre un retrogusto amaro e neppure questa farà differenza. Tanto dipenderà dalle motivazioni dei singoli: sarà più determinante il desiderio di Nikola Grbic, che a 37 anni gioca la sua ultima gara mondiale, o quello di un ‘paterno’ Alessandro Fei (nella foto Fivb in attacco contro la Serbia) che oggi chiude con l’azzurro e ieri dopo la cocente delusione è corso di gran fretta ad abbracciare la sua piccola Olivia?

Pronostici difficili anche per la finale. Ma lì gli stati d’animo sono assolutamente diversi. L’oro fa gola ai brasiliani desiderosi di riconfermarsi sul tetto del mondo e uguagliare il record italiano di tre titoli iridati consecutivi (1990-1994-1998). Fa gola ancora di più ai giovani cubani che vogliono riscattare generazioni di pallavolisti che un Mondiale non lo hanno mai vinto: un argento nel ’90 e i due bronzi di Roma ’78 e Tokyo ’98 nel palmares dei caraibici. Ad abbracciare Leon, Simon e gli altri ieri c’erano Diago, regista dellafinale ’90 e oggi presidente della Federazione cubana, e Joel Despaigne, un mito senza confini.

Al di là di oro, argento e bronzo cosa resterà di questo Mondiale? Probabilmente i nomi di quattro giovani: Maxim Mikhaylov (162 punti), Facundo Conte (157), Wilfredo Leon (131 prima della finale) e Simon Robertlandy (39 muri anch’egli prima della sfida per l’oro). Un russo, un argentino e due cubani di età compresa tra i 17 anni di Leon e i 23 di Mikhaylov e Simon. Una nuova generazione.

Volley, cosa resterà oltre oro, argento e bronzo del Mondiale italiano ultima modifica: 2010-10-10T16:47:00+00:00 da Mariella Caruso

Sull'autore

Mariella Caruso

Lascia un Commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.