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Il doppio volto di Elio, da X Factor a Gian Burrasca del nuovo millennio


Non fosse stato per il ‘Giornalino di Gian Burrasca‘ forse non avrei imparato a nuotare rimanendo sempre nel limbo del bordo vasca. Avevo 6 anni e la piscina nella quale dovevo entrare mi sembrava troppo grande, l’acqua troppo profonda, l’istruttrice inaffidabile. Andò avanti così per un mese fino a quando mia madre non trovo il giusto stratagemma per spingermi a trovare il coraggio: il ‘Giornalino di Gian Burrasca‘. Quel libro dalla copertina verde smeraldo che guardavo ogni giorno nella vetrina della piccola libreria vicina alla mia scuola elementare. Il volume sarebbe stato il premio per il mio coraggio. E io come Giannino Stoppani quando trovò la forza per affrontare la ‘cricca’ del collegio Pierpaolo Pierpaoli trovai il coraggio di vincere la mia paura dell’acqua.

Con una storia di questo genere non sarei mai potuta mancare alla prima teatrale del ‘Gian Burrasca‘ di Elio, proprio lui il leader delle Storie Tese, andata in scena a Mantova lo scorso 8 settembre nell’ambito del Festival della Letteratura. “Il cinema non mi vuole e allora io faccio Gian Burrasca”. Così aveva parlato Elio, all’anagrafe Stefano Belisario, una laurea in ingegneria ben riposta nel cassetto e un diploma in flauto traverso, qualche mese fa. “Siamo tutti Gian Burrasca da piccoli, ma lo rimarremo sino alla fine”, dice adesso dopo il debutto dello scorso 8 settembre nei panni del ragazzino terribile uscito agli inizi del secolo scorso dalla penna di Luigi Bertelli, in arte Vamba.

La regia della lettura teatrale del Giornalino di Gian Burrasca, è di Lina Wertmuller, colei che quarantasei anni fa ne diresse la riduzione televisiva che consacrò (e forse ingabbiò) Rita Pavone nel ruolo del ragazzino che si ribellava cantando ‘Viva la pappa col pomodoro’.

Elio, cantante, attore e pure nuovo giudice di X Factor – «Quando uno si fa prendere dalla canzone – ha affermato sottovoce a chiusura della canzone dedicata alla mamma – vede cose che non esistono… come la Tatangelo» – non corre questo rischio. Intanto perché l’eclettico ed istrionico artista non si è calato, nel senso teatrale del termine, nella parte di Giannino Stoppani ma si presta – unico attore in scena – alla recitazione di alcuni episodi del Giornalino. Soprattutto, in verità, presta l’ugola alle canzoni originali firmate dalla Wertmuller con Nino Rota che impreziosirono la versione televisiva.

Elio è il Gian Burrasca del nuovo millennio”, ha affermato convinta Lina Wertmuller tirata in scena da Elio a raccogliere gli applausi e subito scomparsa per lasciare la scena all’interprete e ai musicisti – Corrado Giuffredi al clarinetto, Cesare Chiacchiaretta alla fisarmonica, Giampaolo Bandini alla chitarra, Enrico Fagone al contrabbasso, Danilo Grassi alle percussioni – che accompagneranno l’istrionico artista nella lunga tournée per l’Italia.

E’ vero, anch’io sono un po’ Gian Burrasca, ma non è per questo che ne sono stato conquistato, ma perché negli ultimi anni mi piace molto far ascoltare al pubblico musiche che non si aspetta e vedere nei suoi occhi la sorpresa e il divertimento – spiega Elio -. Uso un trucco, faccio uno scherzo come Gian Burrasca, attirando la gente col mio nome per proporgli delle cose belle che non conosce o non ricorda, come può essere la musica di Rota”.

Un esperimento riuscito alla perfezione con la gente conquistata dalle canzoni – da ‘Sei la mamma’ alla celeberrima ‘Viva la pappa col pomodoro’ – e dal racconto semplice che strappa sorrisi senza alcuna ombra di volgarità perché Elio rende benissimo con la sua ironia i pensieri di Giannino sempre armato di buone intenzioni che si trasformano in tragedie.

Il doppio volto di Elio, da X Factor a Gian Burrasca del nuovo millennio ultima modifica: 2010-09-16T23:18:00+00:00 da Mariella Caruso

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Mariella Caruso

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