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Salone del Gusto/2. Toscani e abili sigaraie

Tabacco, acqua e amido di mais. Sono i tre ingredienti che, insieme al lavoro delle sigaraie, rendono unico (dicono) il sigaro toscano originale. Un’eccellenza italiana che da anni trova posto tra gli stand del Salone del Gusto. Al sigaro toscano sono dedicati laboratori, un bar riservato al Club Amici del Toscano ed eventi come il ‘matrimonio’ tra il toscano extravecchio confezionato con foglie di tabacco Kentucky e il Sagrantino di Montefalco. Per un mese i sigari sono stati collocati nelle Cantine Caprai in recipienti chiusi ermeticamente insieme alle vinacce di Sagrantino non ancora completamente fermentate. Quindi sono stati asciugati, pronti per essere presentati in anteprima al Salone del Gusto 2010.

Matrimoni a parte che, personalmente, non ho declinato in fumo vista la mia idiosincrasia per tutti i tipi di tabacchi, ad attirare la mia attenzione è stato il lavoro delle sigaraie. Il toscano originale è ancora realizzato a mano come si faceva 200 anni fa e viene tramandato da madre in figlia.

Le dita della sigaraia – si legge nel sito delle Manifatture Sigaro Toscanosi bagnano nella ciotola contenente colla di mais e stendono il collante sulla tavoletta di legno. In tal modo, la metà di una foglia di Kentucky, stesa e posizionata sul ripiano inumidito, resta ben aderente. Con l’estremità del coltello la ragazza delinea la sagoma della fascia del sigaro (scarpetta). È fondamentale che le nervature della foglia siano parallele al verso di arrotolamento per evitare che creino resistenza e che la fascia si apra durante l’essiccazione del sigaro. Le sigaraie prelevano i pezzi (filamenti) di tabacco fermentato dalle sacchine, li soppesano per verificare che il quantitativo sia giusto, li pettinano e li dispongono in modo da creare un sigaro dalla giusta forma e consistenza. Dopo aver formato il mazzetto (pupa), la sigaraia, tenendolo serrato, lo dispone sulla scarpetta già sagomata, solleva la punta del lembo inferiore della fascia ed inizia ad avvolgere, diagonalmente e verso l’alto, la foglia che va a contenere i filamenti. È fondamentale non adoperare eccessiva forza nella chiusura onde evitare che ne risulti un sigaro troppo stretto o troppo pieno che non garantirebbe una tirata ottimale. Le estremità del fuso, irregolari e asimmetriche, vengono poste su una taglierina a manico per il taglio“.

Ma molto più delle parole dicono le immagini.

Salone del Gusto/2. Toscani e abili sigaraie ultima modifica: 2010-10-28T13:36:00+00:00 da Mariella Caruso

Pubblicato il: 28 ottobre 2010   

Sull'autore

Mariella Caruso

1 commento

  • devo assolutamente provare il “‘matrimonio’ tra il toscano extravecchio confezionato con foglie di tabacco Kentucky e il Sagrantino di Montefalco.”
    Il Sagrantino è il mio vino preferito!!!!

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