Immersa nel Parco nazionale del Vesuvio in territorio di Trecase, c’è la Cantina del Vesuvio, «una piccola azienda vinicola a conduzione familiare fondata da mio padre Giovanni nel 1930», racconta Maurizio Russo, proprietario della Cantina. «Ho iniziato a operare sin da giovanissimo in vigna facendo la gavetta come operaio», sorride il vignaiolo che si definisce «wine maker».
I vini
«È nella nostra cantina vinicola che viene prodotto il Lacryma Christi, un vino che si perde nella notte dei tempi conosciuto già dagli antichi romani – racconta Russo –. Viene ricavato da Caprettone e Piedirosso (o Per’e Palummo), uve autoctone del Vesuvio. Dalla prima qualità si ottiene il Lacryma Christi bianco e dalla seconda quello rosato e rosso».
A saltare subito agli occhi è l’assenza di sistemi d’irrigazione in vigna. «Le radici delle nostre viti affondano nel terreno lavico che è scuro e poroso e trattiene naturalmente l’umidità che poi viene rilasciata alle piante. Questo permette di mantenere i nostri vitigni, portati dai greci nel V secolo a.C., sani», spiegano i conduttori.
«La nostra produzione è interamente rivolta al rispetto della terra e del vino. Dal 1996 impieghiamo metodi di produzione biologica, concimando il terreno sabbioso vulcanico con concimi organici e trattando l’uva soltanto con rame e zolfo», racconta Maurizio Russo.
Oggi Cantina del Vesuvio presenta la propria produzione come biologica: i 16 ettari di vigneto sono coltivati principalmente con le varietà autoctone Piedirosso e Caprettone.

La degustazione
«La leggenda narra che il nome Lacryma Christi provenga dalle caratteristiche del terreno che, non avendo bisogno d’esser irrigato, avrebbe fatto pensare alle lacrime del Redentore che bagnavano le viti», racconta chi accompagna i visitatori nell’azienda vitivinicola.
Durante la visita, la degustazione permetteva di conoscere anche i prodotti tipici del territorio. Ad accompagnare il Lacryma Christi Bianco Dop, pane cotto nel forno a legna da intingere in un’emulsione di mosto di Lacryma Christi Dop con olio extravergine della stessa azienda agricola. Il Lacryma Christi rosso e rosato veniva abbinato a provolone, casatiello, salame e bruschetta con pomodorini del Piennolo.
Gli spaghetti di grano duro con salsa di pomodorini del Piennolo e basilico erano accompagnati dal Lacryma Christi Riserva, 80% Piedirosso e 20% Aglianico affinati in barili di rovere francese tra i 18 e i 24 mesi. Dulcis in fundo, pastiera napoletana accompagnata dal Capafresca, spumante rosato 100% Aglianico, e acquavite di albicocche del Vesuvio.
Oggi la cantina propone diversi percorsi di degustazione: dalla formula classica a quella superiore, fino al pranzo privato nella villa della famiglia Russo e alla scuola di cucina. La prenotazione è obbligatoria.
Veronica Muzzio
