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Pallavolo

“Gabbiano d’argento”, la strana origine di un nome leggendario nella storia del volley

I ragazzi della nazionale azzurra di pallavolo maschile si erano già messi al collo la medaglia d’argento mondiale quando, nel 1978, venne forgiato l’appellativo ‘Gabbiano d’argento’. Nome che, da quel momento in poi, avrebbe identificato per sempre il primo sestetto vincente della storia del volley italiano: il regista Giulio Berruti doveva completare il documentario (girato…

Intervista a Mario Motta. Dalla panchina azzurra alla promozione in A2 di Segrate

"C’è mancato poco che dovessi entrare io in campo. Con Fabbiani fuori uso, Castellani che l’ha sostituito che non si allenava da quattro settimane, Canzanella con il pollice della mano destra rotto un giorno prima della partita". Mario Motta, allenatore del Volley Segrate 1978, promosso per la prima volta in A2 al termine della serie…

Il Volley Segrate 1978 e il sapore (uguale) della vittoria

Non entravo in un palazzetto dello sport per una partita di Serie B da non so quanti anni. L'ultima volta era stato a Catania, al PalaSpedini. Qualche ora fa l'ho rifatto a 1.400 chilometri di distanza, al Palazzetto di via XXV aprile di Segrate, provincia di Milano dove la squadra di casa, il Volley Segrate…

Muriamo il commento televisivo dell’Italvolley

Il muro esterno no, non l'avevo proprio considerato. E non riesco proprio a digerirlo. Per me era sempre stato fuori o out. Idem per gli attacchi in lungolinea che, d'un tratto, diventano mani e fuori o le difese che diventano ricezioni. Senza considerare che ogni colpo è meraviglioso, che gli attacchi di Fei sono sempre…

Dall’Alidea alla Pallavolo Sicilia, alla ricerca del DNA vincente

Al palazzetto di piazza Spedini, accanto a quello che oggi è lo stadio Massimino, ci ho passato talmente tanti sabati, da pomeriggio a sera, a guardare partite di pallavolo da poter chiudere gli occhi e riuscire a immaginarlo com’era. Erano tempi in cui non si parlava ancora di scoutizzare le partite e per chi come…

Il Mastro, ovvero l’utilità «der mutanda» del volley

Le mutande stampate a mo' di giornale di Gigi Mastrangelo (nella foto griffata Daniela Tarantini da non rubare per alcuna ragione) saranno l'immagine indelebile del V-Day 2010. Non la Coppa alzata da Cuneo dopo 52 anni di attesa tricolore, non l'ultimo punto di Nikolov, non la felicità di Nikola Grbic... ma la 'mutanda' dell'uomo simbolo…