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Swing, blues e bossa nova. Tiziano Ferro si libera e sorprende


«Un disco originale e un po’ folle». Era questa l’idea di Tiziano Ferro che, dopo tre anni di silenzio avrebbe voluto scrivere un «disco swing». «Ma ogni volta che decido a tavolino cosa fare non ci riesco mai», ha confessato il cantautore di Latina. Così è nato “L’amore è una cosa semplice”, un mix di ballad, swing, bossa nova e rap, quinto album di Tiziano Ferro uscito lo scorso 28 novembre, che mescola «mondi diversi» in «quel certo margine di rischio che mi piace quando faccio un disco». 

Ma soprattutto in questo nuovo lavoro – l’ultimo scritto per dovere dall’ex ragazzo timido che mascherava nei 111 chili di bulimico il suo malessere e trovava nelle canzoni che scriveva la sua valvola di sfogo –  c’è un percorso «di liberazione e ritorno a casa». Il suo essere uscito da «una bolla in cui ero carceriere e carcerato» che ha regalato al 31enne un nuovo modo di scrivere meno cupo e un’ispirazione della quale, a un certo punto, aveva dubitato. 

«Mi chiedevo se sciogliendo i nodi e liberandomi dai fantasmi mi sarebbe rimasta la vena creativa. O se questa era solo frutto del mio dolore». Un dolore fatto di qualcosa in più «dei sensi di colpa: io mi sentivo meno, non mi stimavo. E il discorso dell’omosessualità non mi ha aiutato», confessa Ferro che ha fatto outing a conclusione del suo anno sabbatico con la pubblicazione dei suoi diari.

Il Tiziano Ferro di oggi è un uomo ben lungi dall’essere «risolto» nonostante sia venuto a compromessi con la sua voce che cambiava («Ho girato tutti i foniatri d’Italia ma poi ho virato sulla naturopatia perché la voce esce da dentro di noi») e si sia voltato a guardare indietro. «Mi mettono ancora fra i giovani cantanti, ma non è più così – osserva -. Se mi guardo indietro mi faccio tenerezza: mi sentivo un uomo ma ero un coglioncello ingenuo e penso quanto sia stata sottile la linea che mi ha separato dal crollo». 

Ferro si prende in giro per la sua mania del controllo («Sono uno che ama dipendere solo da se stesso») e cita spesso la sua analista quando le domande diventano introspettive: «Chiedete a lei, mi costa 80 euro all’ora». Ma parlando del disco inciso a Los Angeles che sarà pubblicato in 200.000 copie, sarà seguito da un tour, e del suo titolo si rasserena. «Sembra – dice – che più si soffre, più si sia degni di stare al mondo, ma io mi sono complicato fin troppo la vita e ho capito che amare dovrebbe invece semplificarla»

La sua semplificazione, però, non è musicale. Nel disco c’è un duetto con John Legend in ‘Karma’, l’incursione nel mondo dell’interpretazione con i brani scritti da Irene Grandi e Nesli «che sembra raccontare di quando ho toccato il fondo ed ero vicino al crollo. Un me che ormai non mi appartiene più». C’è il rap di ‘Interludio: 10.000 scuse’ che ricorda molto le prime sonorità del cantautore. E poi la bossa nova di ‘TVM’, sinonimo di ‘Ti voglio male’, brano nato «guardando la bellissima costa di Taormina. E’ la prima canzone di bossa nova che abbia mai scritto. Era un mio enorme desiderio poter cantare qualcosa di simile e il momento è arrivato mentre ero in Sicilia. Non era un buon momento per me e volevo dissacrare la sigla più inflazionata del momento: TVB». C’è lo swing di ‘Quiero vivir con vos’ nel quale il nuovo timbro di voce di Ferro trova il suo alveo naturale in un brano che trasporta nel passato e ricalca l’idea originale del disco che avrebbe potuto essere pure un Greatest hits, visto che Tiziano Ferro festeggia i suoi dieci anni di carriera. 

«Ci sarà ma adesso avevo troppe cose da dire. Ma non sarà un live tratto dal tour in partenza che sarà come un best of dei brani più famosi, visto che avrò 19-20 singoli in scaletta», anticipa. Prima del tour partirà la promozione senza troppa tv. «Sono orgoglioso della mia timidezza, mi inibiscono un po’ i media dove si vede di tutto e si è sovraesposti. La trasgressione, per me, è quella di tirarmi indietro», ammette. Ma da Fiorello, anche se non glielo hanno proposto, andrebbe. 

«Da anni – continua – sento dire che la musica in tv non funziona, poi arriva Fiorello e cambia gli schemi: lode a lui che ha il talento di renderla fruibile e incastrarla nel linguaggio televisivo». Un linguaggio che non comprende i partecipanti ai reality nei quali si rivede un po’. «Usciti da lì, li rinchiuderei a prendere mazzate senza telecamere, come ho fatto io – spiega -, perché i pianti senza le telecamere fanno molto più male e non hai la consolazione del televoto». 

Tutti discorsi da artista maturo che finalmente dà alle stampe «il disco che sognavo di fare da anni» e cita R Kelly e Kanye Westtra gli artisti viventi con i quali gli piacerebbe collaborare. «Anche se il mio vero sogno sarebbe stato duettare con Amy Winehouse», aggiunge rivelando, nel disco, una musica e scrittura talmente diverse che, secondo qualcuno, sarebbero “ruffiane”, messe lì apposta per catturare le tante anime di chi ascolta musica. «Io mi sono sempre messo a disposizione delle canzoni che uscivano fuori», ribatte Tiziano che, «onestamente… – conclude – se poi il disco andasse bene non sarebbe male».




(Pubblicato su La Sicilia il 25 novembre 2011)

Swing, blues e bossa nova. Tiziano Ferro si libera e sorprende ultima modifica: 2011-12-01T23:30:00+00:00 da Mariella Caruso

Pubblicato il: 1 dicembre 2011   

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Mariella Caruso

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