Solidarietà e sostenibilità

«Piacere, il mio nome è HIV…»

– Signor Hiv come sta?

«Bene grazie. Nonostante non sia più un giovincello tiro avanti».

– Ma lei quanti anni ha esattamente?

«Ah che bella domanda…! Se fossi stato una donna non me l’avrebbe fatta, eeh?!…Comunque, ufficialmente, diciamo all’anagrafe, mi ha registrato il Dott. Robert Gallo il 23 aprile del 1984 , anche se dicono che abbia anche un altro padre putativo, il Dott. Montagnier. Francamente l’età esatta non me la ricordo, direi tra i venticinque e i trenta».

– Scusi se glielo dico, ma per la sua giovane età ne ha fatti di danni… Lei è un giovane serial killer…

«Beh effettivamente… Diciamo che mi sono dato da fare, anche se ormai ho perso il conto delle mie vittime, sa com’è, la matematica non è mai stata il mio forte ho sempre preferito chimica, biologia e criminologia».

– Ok, le rinfresco la memoria: nel mondo sono circa 40 milioni le persone infettate di cui oltre due milioni già decedute. E queste sono cifre sottostimate.

«Però, niente male! Ho fatto già un bel lavoretto!Ma nonostante ciò mi resta ancora molto da fare, ho parecchi margini di miglioramento un po’ ovunque, soprattutto in Africa, Asia, America Latina; poi ci sono buone possibilità di colpire maggiormente in America e in Europa. Insomma, come vede la mia guerra è senza frontiere e non guarda in faccia a nessuno: neri, bianchi, gialli, donne, uomini, bambini, poveri, ricchi…. C’è da divertirsi un mondo!»

– Forse qualche difficoltà superiore rispetto agli inizi della sua storia la incontra, no?

«Mmmhhh sì, effettivamente in alcune situazioni è diventata più dura. Penso per esempio a quanto era più facile quando non c’era quella maledetta cosa…. come la chiamate, “prevenzione”: preservativi, siringhe pulite e via dicendo proprio non li sopporto! E poi c’è quella iattura dell’informazione corretta e mirata che mi ostacola e mi rende tutto più difficile».

– Quindi si è fatto parecchi nemici?

«Eddai, è ovvio che cerchino di contrastarmi altrimenti vi spazzerei via tutti. Ma io non mi arrendo, anzi; poi posso contare su diversi alleati…»

– Tipo?

«Ora vuole sapere troppo, non sono così fesso da dirglieli!»

– Guardi che se non mi risponde chiudiamo subito l’intervista e non pubblico niente. Lei non avrà altre occasioni per finire in prima pagina.

«Ok ok, non faccia così… Non le dirò nulla di nuovo, in fondo. I miei alleati? La disinformazione e/o poca informazione, le condizioni di povertà e le scarse misure di profilassi, le campagne moraliste e gli integralismi religiosi, la discriminazione delle persone infettate, le politiche proibizioniste e punitive, le risorse minime per la ricerca, l’insufficiente e/o non efficace offerta di servizi sanitari e sociali accessibili a tutti, la mercificazione del sesso, gli interessi e i grandi profitti delle multinazionali farmaceutiche… Le basta?»

– Grazie, è stato molto esplicito. Mi farebbe l’identikit delle sue vittime in Italia?

«Come ho già detto, io non ho preferenze, colpisco indistintamente, certo è che oggi, soprattutto qui da voi i miei bersagli più facili sono i giovani che fanno sesso non protetto, soprattutto le donne. Con i miei amici (da voi volgarmente chiamati Infezioni Sessualmente Trasmissibili – IST) herpes genitale, epatite, gonorrea, sifilide, clamidia ecc… organizziamo dei bei festini! Si figuri che ad oggi ho già fatto 140mila sieropositivi e 3/4000 nuove infezioni l’anno non me le toglie nessuno! Andate in pace…».

Per gentile concessione di Gianantonio Toy Racchetti (Lila Catania) che coniuga in maniera (quasi) perfetta il suo pragmatismo milanese alla sua vita da catanese.

«Piacere, il mio nome è HIV…» ultima modifica: 2010-03-23T13:20:00+00:00 da Mariella Caruso

Pubblicato il: 23 marzo 2010   

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Mariella Caruso

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