Si apre in una nuova scheda

Milano celebra Giorgio Gaber

Giorgio Gaber (ph Raffaella Cavalieri - Fondazione Gaber)
Giorgio Gaber

Giorgio Gaber, Milano e il teatro-canzone: una storia che continua a vivere attraverso la Fondazione Gaber, il Teatro Lirico che porta il suo nome e la rassegna Milano per Gaber

Giorgio Gaber, cantautore, commediografo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale italiano. Così Wikipedia identifica Giorgio Gaber, nato Gaberščik. Ma chi era davvero Giorgio Gaber e quale scossa ha dato al panorama del cantautorato italiano l’autore di Com’è bella la città?

Milano per Gaber

A raccontarlo ogni anno è Milano per Gaber, manifestazione organizzata dalla Fondazione Gaber in collaborazione con il Piccolo Teatro e il sostegno di Regione Lombardia, Comune di Milano e Fondazione Cariplo. L’evento approfondisce non solo l’opera musicale del cantautore milanese ma anche, e soprattutto, la sua dimensione più teatrale e culturale.

Vengo a prenderti stasera sulla mia Torpedo blu… è quello che, forse, avrebbe detto Gaber, che ha fatto dell’ironia e dell’innovazione la sua cifra artistica, per il ritorno in presenza della rassegna dopo la pandemia. 

Chi era Giorgio Gaber

Giorgio Gaberščik, nasce a Milano il 25 gennaio 1939, da una famiglia della piccola-media borghesia di origini veneto-slave. Si avvicina alla chitarra all’inizio senza molta convinzione, per poi farsi ispirare dalla musica jazz. È, però, con il teatro-canzone verso la fine degli Anni Sessanta che troverà la sua vera svolta. Creando poi anche il personaggio del Signor G, che portò in giro per l’Italia nei suoi spettacoli in teatro.

La musica di Giorgio Gaber

La sua musica ha sempre rappresentato, come pochi, uno sguardo senza i veli del conformismo, verso la società e chi ne fa parte. In Io non mi sento italiano, una delle sue canzoni più significative, Gaber ha fatto un ritratto dell’Italia ancora molto attuale. Con dissacrazione e disillusione ha raccontato anche tutto il suo amore per questo Paese.

E chissà quanti di quelli che oggi inneggiano a una delle sue strofe più famose: Libertà è partecipazione (tratta da La libertà, brano scritto nel 1972 con Sandro Luporini) sanno cos’è quella libertà, inclusiva e non distruttiva. 

La Fondazione Gaber

Giorgio Gaber con la moglie Ombretta Colli nel 1971 (Foto Fondazione Gaber)

Milano per Gaber torna anche grazie al lavoro della Fondazione Gaber. Fondata nel 2006 da Dalia Gaberščik, figlia di Gaber e Ombretta Colli, amministratrice unica della società di comunicazione Goigest, con Paolo Dal Bon e Roberto Luporini (nipote di Sandro), la Fondazione ha come scopo la divulgazione e la valorizzazione della figura e dell’opera dell’artista. 

Il legame tra Gaber e Milano

Milano per Gaber 2022 (Foto Ufficio Stampa)

Un passaggio importante di questo rapporto è arrivato nel 2022 con l’intitolazione al cantautore dell’ex Teatro Lirico di Milano che, appena riaperto dopo la ristrutturazione, è diventato Teatro Lirico Giorgio Gaber.

Proprio lì si è svolto uno dei primi grandi appuntamenti di Milano per Gaber dopo il ritorno in presenza, il Concerto per il Signor G di Neri Marcorè.Manuela Sicuro

Da allora la rassegna ha continuato a riportare sul palcoscenico il repertorio musicale e teatrale di Gaber e Luporini, attraverso spettacoli, incontri e nuove letture della loro opera. Un modo per tenere vivo non soltanto il ricordo del Signor G, ma soprattutto quello sguardo ironico, disincantato e ancora capace di interrogare il presente.

Manuela Sicuro

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