Spettacolo e tivù

Amara Satira Omnia, dove osa l’incontro tra danza e opera

Un momento dello spettacolo al Teatro Antico (Credit Ufficio Stampa/Stefania Grigoli)

Mettere insieme danza contemporanea, teatro e lirica non è certo cosa semplice. Ci sta provando lo spettacolo Amara Satira Omnia, produzione di Sbam, giovane compagnia di danza diretta dalla coreografa Melissa Zuccalà con la regia del milanese Davide Garattini Raimondi. L’opera, che per la prima volta mette a confronto il personaggio di Baal del drammaturgo tedesco Brecht e Don Giovanni dell’omonima opera lirica di Mozart, dopo il debutto al Teatro Comunale di Enna è approdata anche al Teatro Antico di Taormina.

Lo studio di Melissa Zuccalà è partito dalle sue coreografie affidate a nove giovani danzatori della Compagnia Sbam (8 ragazze e un ragazzo) per poi coinvolgere in una sorta di addizione, a volte un po’ esagerata, le performance di un attore, un ballerino, due tenori e un soprano.

Quello che si presenta allo spettatore è un palcoscenico caotico, su cui ogni scelta registica e coreografica mira a disarmare e disorientare chi assiste cercando di rintracciare un unico filo narrativo e che viene invece costretto a seguire più punto di vista. Un filo narrativo, una matassa, forse troppo complicata da dirimere per chi approccia l’opera senza conoscere a menadito i personaggi cui Amara Satira Omnia si ispira.

L’opera, nella versione taorminese, ha accolto rispetto al debutto di Enna, un numero maggiore di danzatori, oltre che un nuovo attore e i due tenori, il tutto nella volontà manifestata dal regista di utilizzare al massimo tutte le possibilità di questo grande contenitore di discipline diverse.

Discipline che si incontrano in scena ma che forse non trovano pienamente il loro accordo. Interessanti tutte le performance dei singoli professionisti: il ballerino serbo Branko Tesanovic, il tenore e attore palermitano Nicola Ciulla, il baritono palermitano  Salvatore Grigoli e quello cuneese Francesco Cascione nonché del soprano slovacco (valguarnerese d’adozione) Miriam Žiarna.

Un momento dello spettacolo al Teatro Antico (Credit Ufficio Stampa/Stefania Grigoli)

Un plauso va ai giovani danzatori (Giorgia Altabella, Chiara Arena, Adriana Aprile, Benedetta Cannolo, Kenia Conti, Cristiana De Gaetano, Noemi Mulé, Asia Scuderi e Fabio Gambuzza) della compagnia SBAM che, provenienti da Valguarnera e da altri comuni siciliani, sembrano pronti per spiccare il volo. Degne di nota anche le performance della designer orafa Elisa Morales e della danzatrice Dara Siligato impegnate in uno spettacolo nello spettacolo. Un po’ sacrificata nell’economia generale la performance del maestro pianista Vincenzo Indovino.

Belle le coreografie, ardito il contenuto, meticolosa la regia con guizzi anche molto innovativi, ma nel complesso un po’ slegati tra loro i vari momenti narrativi, come quadri in movimento che funzionano singolarmente ma che in alcuni punti stentano a creare un unico grande affresco. Molte le scelte ardite che hanno messo in scena stupri, masturbazioni e violenze, lasciando davvero poco spazio all’immaginazione e rendendo poco adatta la visione dell’opera ai bambini senza che, però, ci fosse una raccomandazione in merito. Nel complesso, però, l’operazione potrebbe essere pronta per un Festival d’oltralpe, magari in Germania o in Inghilterra, dove nessuno storce il naso per la commistione delle arti e la mentalità dello spettatore è più aperta.

Mariella Caruso

Amara Satira Omnia, dove osa l’incontro tra danza e opera ultima modifica: 2018-09-06T01:47:39+00:00 da Mariella Caruso

Pubblicato il: 6 settembre 2018   

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