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Roy Paci: «Io latinista rock tendente al punk»


Roy Paci è tornato. Due anni dopo BESTiario siciliano, il prossimo 4 maggio arriva Latinista. Album anticipato dal singolo Bonjour Bahia, parole di Jovanotti, musica e voce del trombettista-cantante che, inaspettatamente, tanto somiglia a quella dell’amico autore del testo. «Questo è davvero un complimento per me, che fino a quattro anni fa mi vergognavo di cantare», ha detto Roy Paci alla presentazione milanese del disco «scritto, arrangiato, centrifrugato e prodotto da me e registrato nel mio nuovo studio», aggiunge con orgoglio.

Lo studio si chiama Posada Negro Studios ed è a Lecce. Ma Roy Paci, siciliano di Augusta , è cittadino del mondo, curioso di ogni ritmo e qualunque suono. Il viaggio di ‘Latinista’ («Il titolo ha un triplo significato – ha spiegato -: ricorda la mia appartenenza al popolo latino, il trentesimo anniversario dell’uscita di Sandinista dei Clash, un album che ha cambiato la musica, e coincide con il mio trentennale da musicista») passa dal Brasile all’Africa, dentro c’è samba, salsa, reggae, ritmi caraibici e tantissima professionalità. Perché Roy Paci, frequentemente etichettato come trombettista jazz, è molto altro.

«Io sono rock & roll, anzi sono la tromba rock per eccellenza – ha affermato con un pizzico di orgoglio -. Io non mi sono mai considerato un jazzista ma un musicista rock con attitudini punk non indifferenti». La poliedricità di Roy Paci, ancora una volta accompagnato dagli immancabili Aretuska tra i quali ci sono gli innesti del vocalist trentino Anansi e del milanese Dj Pandaj, si fa sentire nei dodici brani e nelle collaborazioni con Caparezza in ‘NoStress’ («Eravamo una sera a casa sua e dopo un paio di bicchieri ci siamo messi a scherzare su un ipotetico ‘terzetto delle meraviglie’, e sempre grazie ad un gioco di parole, è nata tutta una riflessione sullo stress piena di doppi sensi») e con Eugene Hutz dei Gogol Bordello nel brano ‘Il segreto’.

Dopo due anni di assenza Roy Paci tornerà anche a Roma per il Concertone del primo maggio. «Presenteremo i brani del nuovo album e qualche brano del passato. Il ‘concertone’, però, non mi è mai interessato come vetrina. Sarà un’occasione per incontrare Vinicio (Capossela, ndr) suonare con lui e preparare qualche bordello. Di certo, per il finale del concerto, ci sarà una sorpresa, ci sono venute in mente un po’ di idee per chiudere in bellezza».

A Milano, invece, l’ex protagonista musicale di Zelig («Dopo tre anni ho deciso di non continuare con la direzione artistica anche perché volevano puntare sul revival. Non mi interessa diventare come Demo Morselli o essere il Paolo Belli dei poveri»), il 7 maggio presenterà il suo album in diretta dall’auditorium di Radio Popolare. Ma prima di allora sarà a Monreale il 2 maggio, a Enna il 5 maggio per una strana serata musico-culinaria preceduta da una conferenza stampa all’Università Kore e il 15 maggio a Catania per un dj set. Il binomio cultura gastronomica e musicale, fino allo scorso curatore del Festival delle Passioni di Mantova del quale potrebbe saltare l’edizione 2010 in programma per il cambio di amministrazione («E sarebbe un peccato perché è un happening imperdibile») è uno di quelli che interessa di più Roy Paci. «Mi piacerebbe scrivere un libro in cui racconto dei miei viaggi e delle mie scoperte gastronomiche», rivela a margine della presentazione.

Ma di progetti l’eclettico siciliano ne ha più d’uno. A partire dalla colonna sonora del film ‘Ristabbanna’ dei registi Cardillo e De Plano ambientato in una salina di Marsala, in Sicilia. «Terra che amo tantissimo, come amo il sud in generale, e che negli ultimi anni sta avendo la sua riscossa. Un tempo si diceva che il sud dormiva, ora è attivo più che mai, pulsa di vita, di creatività e di tanta buona musica». Altro progetto che cova, «ma che sarà da inserire nel ‘planning’ di cui non mi occupo ma che prevede un lungo giro in Italia fino a settembre e il trasferimento dall’altra parte del mondo in autunno a partire da due festival a New York e Los Angeles», è quello di fare l’attore. «Mi hanno sottoposto tante sceneggiature… ma io non voglio fare né il mafioso, né il pugile anche se sono appassionato di arti marziali», spiega. «Per questo sto pensando a un progetto cinematografico specifico che potrei produrre – rivela – ma al momento non voglio dire di più».

Pubblicato su La Sicilia del 27 aprile 2010

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Mariella Caruso

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