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Affidiamo i calciatori a Sant’Agata invece che a Luigi Scrosoppi

 
 
 
Perché a proteggere i calciatori c’è san Luigi Scrosoppi, canonizzato nel 2001, già protettore dei malati di Aids, e non un altro santo? E soprattutto perché san Luigi Scrosoppi è il santo protettore dei calciatori? Onestamente, pur facendo delle ricerche sul web, non l’ho capito. Mentre è più che chiaro perché sia stato scelto per proteggere i malati di Aids, essendo stato canonizzato perché pare abbia guarito (scusate il condizionale, ma io sono molto terrena) nel 1996 in Sudafrica Peter Changu Shitima, malato terminale di Aids.
 
Perché, per esempio, a proteggere i calciatori non c’è Sant’Agata? Sì la “nostra” (scusate l’aggettivo possessivo, dedicato a tutti i catanesi e a tutti coloro che ne condividono il culto, dall’Argentina a Ornago) Agata, già protettrice dei fonditori di campane (chissà perché), del seno e, quindi, delle donne con il tumore al seno (per i profani della storia, si dice gli siano state strappate le mammelle poi ricresciute su intercessione di san Pietro) e, come ho scoperto da quando mi sono trasferita a Milano, nell’Arcidiocesi meneghina, anche delle donne.
 
 
Che c’entra tutto questo? È solo uno stravagante pensiero, per nulla religioso, che mi ha colpita dopo aver letto, sul Corriere della Sera del 4 febbraio, che Rodrigo Palacio, Carlos Tevez, Cristiano Ronaldo e Neymar sono tutti nati il 5 febbraio, giorno dei festeggiamenti di Sant’Agata. Ma, oltre ai quattro citati, ce n’è qualche altro. A partire da Gheorghe Hagi, una leggenda in Romania. Ma, last but not least, anche la nostra (nel senso di italiana) Carolina Morace, la più nota tra le (ex) calciatrici italiane.
Naturalmente, fiduciosa che la consegna della statuetta di San Luigi Scrosoppi a Cesare Prandelli (la testimonia anche una foto) aiuti gli azzurri di fede ai prossimi Mondiali, rimango in attesa che qualcuno mi erudisca (sul serio) sui titoli “calcistici” di

san Luigi Scrosoppi, visto che tra i nati il 4 agosto non ci sono calciatori degni di nota. 

 
Nel frattempo Sant’Agata pensaci tu, almeno ai calciatori del Catania…

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Mariella Caruso

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