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Mamma Togut, schiacciate di gioia


Elisa Togut (foto sito Crema Volley) è tornata. Con un tifoso in più che la sta a guardare: il piccolo Tommaso. Dopo una stagione d’inattività e ad appena sette mesi dal parto l’opposto di Gorizia, iridata a Germania 2002, ha ripreso a schiacciare ripartendo da Crema in A2. “Sono felice: ho il mio bimbo e la mia famiglia. Sono tornata a giocare e mi diverto – ammette serenamente mamma Togut -. Ho vissuto questi mesi lontano dalla pallavolo godendomi la maternità e mio figlio senza mai pensare al dopo. Soltanto qualche mese dopo la nascita di Tommaso mi è tornata, tra virgolette, la voglia di giocare. Mi sentivo bene e ho deciso di riprendere”.

E’ stato più difficile tornare in palestra o trovare un club disposto a darle un’altra possibilità?
Quando ho deciso di rimettermi in gioco ho avuto anche qualche proposta da club di A1 ma onestamente non mi hanno interessata. Poi è arrivata Crema, una società seria con una proposta interessante e un buon progetto. E’ vero però che la maternità viene vista dai dirigenti sportivi come un problema anche se non è né malattia invalidante. Il ritorno in palestra è stato un po’ duro ma io ero preparata al peggio: devo solo riprendere confidenza con il salto”.

E’ stata una decisione condivisa con la sua famiglia?
Certo, ci siamo tutti trasferiti tutti da un giorno all’altro dalle Marche a Crema. Per Tommaso è importante stare con entrambi i genitori, i primi mesi sono i più importanti e non volevamo privarlo di niente. Il papà si è sacrificato un po’ ma lo ha fatto volentieri”.

Il suo allenatore Barbieri ha detto di lei: “La maternità ha reso Elisa una persona completa sotto tutti gli aspetti e quando lavora in palestra è migliore di prima”. E’ d’accordo?
Sì, la maternità mi ha fatta maturare. Adesso sono più felice e sorrido di più”.

Nonostante sia difficile essere mamma e atleta nello stesso tempo perché non ci sono leggi che vi tutelano?
La pallavolo non è uno sport professionistico ma in realtà è come se lo fosse quindi servirebbero maggiori tutele. Ritengo che senza chiedere la luna ci vorrebbe un minimo di supporto perché ritrovarsi senza niente in mano non è bello. E non parlo del mio caso: avevo finito la mia stagione a Perugia e ho fatto la mia scelta”.

Parlando di mamme e future mamme ce ne sono anche in Nazionale: Simona Gioli che è tornata e Jenny Barazza che ha lasciato per la maternità…
Non ho parlato con Jenny, penso che per lei sia stata cosa improvvisa ma deve godersi questi istanti nonostante abbia perso un Mondiale perché si tratta di emozioni che non possono paragonarsi tra di loro”.

Lei che è stata campionessa del Mondo nel 2002 cosa pensa di questo gruppo azzurro che affronterà i Mondiali in Giappone dal 29 ottobre?
Ho visto un gruppo molto forte che potrà dire la sua anche contro avversarie temibili come le statunitensi che sono venute fuori alla grande, le brasiliane sempre competitive, le russe e le cinesi”.

Vuole fare un pronostico o è scaramantica?
“Per i maschi avevo detto bronzo e si sono fermati a un pelo dal podio. Quindi non dico niente. Tiferò dall’Italia e speriamo bene”.

La sua stagione a Crema?
Non ci sono progetti promozione, la squadra è costruita bene, sono convinta che abbiamo tutte le carte in regola per fare un buon campionato”.

(intervista pubblicata sul Corriere dello Sport del 19 ottobre 2010)

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Mariella Caruso

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