Storie siciliane

L’impiegato modello catanese all’Ariston

Turi Nicotra all'Ariston (Screenshot)

Turi Nicotra all’Ariston (Screenshot)

Nell’Italia dei “furbetti” il Festival di Sanremo ha regalato la passerella all’impiegato modello che non si è mai assentato in 40 anni di vita lavorativa. E che, rivoluzionando ogni stereotipo di produttività, è siciliano. Sessantotto anni, catanese, laureato in Scienze Politiche, Salvatore Nicotra, detto Turi, è stato un impiegato comunale modello: non solo non è mai ricorso ad assenze per malattia, ma ha anche regalato 239 di ferie non usufruite all’amministrazione comunale. «Li ho regalati ai cittadini», sottolinea l’ex dirigente che, al momento della pensione, era vicesegretario generale a Palazzo degli Elefanti. Martedì è salito sul palco dell’Ariston, ospitato da Carlo Conti e Maria De Filippi. Aveva promesso di non emozionarsi, ma così non è stato. «Perché dovrei emozionarmi? Sono abituato a parlare in pubblico e vado a raccontare la mia storia con la massima naturalezza – affermava alla vigilia -. Spero che mi diano la possibilità di lanciare un appello a tutti i “furbetti” tra i dipendenti pubblici che, ci tengo a ribadire, non sono tutti nullafacenti e assenteisti. Vorrei dire loro di farla finita con le furberie perché sono privilegiati rispetto ai milioni di giovani che vivono quotidianamente lo spettro della disoccupazione e dei contratti a termine». Appello regolarmente lanciato.

A invitare Salvatore Nicotra, che nella sua carriera è stato anche commissario straordinario del Comune di San Giovanni La Punta dal 2003 al 2005 e segretario generale dell’Istituto per ciechi Ardizzone Gioeni di Catania, è stata la Rai dopo aver letto la sua storia pubblicata quando, al momento di andare in pensione gli è stata consegnato dal parte dell’amministrazione comunale l’elefantino d’argento. «È l’onorificenza che, di solito, si tributa alle personalità in visita e per questo ringrazio il sindaco Bianco», dice Nicotra consapevole che la sua storia assume un valore diverso per i suoi natali meridionali.

«Abbiamo la nomea di essere fannulloni, assenteisti e corrotti ma si tratta di uno stereotipo – afferma convintamente -. Nessuno ha mai tentato di corrompermi anche se ho occupato posti di responsabilità perché ho sempre avuto un approccio fondato sulla trasparenza. È una questione di mentalità». E la mentalità si eredita: anche Nicotra senior, oggi 94enne, che è stato un impiegato Enel è stato premiato per la sua dedizione al lavoro.

Ad accompagnare Turi Nicotra all’Ariston la signora Rossella, 61 anni, «che ha guidato al meglio la mia famiglia mentre io ero impegnato al lavoro». I suoi figli Piero (38 anni) e Adele (32) e il nipotino Matteo Salvatore («Ma io lo chiamo Turi»), invece, seguiranno il Festival in televisione. «Ci saranno anche tanti altri che aspettano di vedermi: i miei concittadini di Viagrande, paese nel quale mi sono trasferito da qualche anno, e i miei compagni di bicicletta – dice sorridendo -. Mi sono preparato psicologicamente alla pensione e il ciclismo mi ha aiutato molto». Anche in questo caso Turi Nicotra non ammette furberie: «L’unico “doping” – conclude – è la pasta al pomodoro e melanzane preparata dalla mia signora».

Mariella Caruso

(Pubblicato sul quotidiano La Sicilia il 7 febbraio 2017)

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