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Leo Lo Bianco come Abidal. La ‘stakanovista’ azzurra vince la sua battaglia e alza la Coppa del Campionato

Eleonora Lo Bianco alza al cielo la Coppa del Campionato di pallavolo femminile 2010/11 (nella foto di Daniela Tarantini), il secondo vinto con la Foppapedretti Bergamo. Un cuore disegnato sul braccio come tutte le sue compagne che le si stringono attorno. Quello di Eleonora, per tutti Leo, però, è uno scudetto speciale che arriva dopo la paura per quel tumore al seno diagnosticatole al rientro dal Mondiale giapponese e asportato il primo dicembre all’Istituto Europeo Oncologico di Milano.

Leo in un’intervista a cuore aperto rilasciata lo scorso 19 gennaio al collega dell’Eco di Bergamo Ildo Serantoni (che potete leggere integralmente qua) parlava così del suo rientro: «Non mi pongo scadenze. Sono certa, tuttavia, che sarò pronta a dare una mano alle mie compagne quando la stagione entrerà nel vivo. E sono altrettanto certa che la Foppa lotterà per gli obiettivi che rimangono dopo l’eliminazione dalla Champions. Domenica ho visto una bella Foppa. I tifosi abbiamo fiducia: vinceremo ancora».

E la vittoria, speciale per lei, è arrivata. In campo a distribuire con la solita maestria a tutte le sue compagne. Per la Foppapedretti è l’ottavo scudetto, per Leo Lo Biancoche tra l’altro è la recordwoman di tutto lo sport azzurro per numero di presenze in Nazionale, ben 483 (9 in più di Andrea Giani, 42 in più del pallanotista Mario Fiorillo) – è il secondo personale che aggiunge nella sua bacheca a tre Champions League e due Coppe Italia con la Foppapedretti, un Mondiale, due World Cup, due Campionati Europei, due edizioni dei Giochi del Mediterraneo e un Europeo juniores con la maglia della Nazionale Italiana e innumerevoli premi come miglior palleggiatrice di molte di queste manifestazioni.

La sua storia è simile a quella, celebrata da tv e giornali in tutto il mondo, di Eric Abidal, il difensore francese del Barcellona e dei Blues che ha alzato la Champions League con la fascia di capitano cedutagli da Puyol. Un gesto simbolico perché Eric Abidal qualche mese prima della Champions League aveva giocato la partita più importante della sua vita: quella contro il tumore al fegato che gli era stato diagnosticato a febbraio e per il quale è stato operato d’urgenza.

Ma, al contrario di quanto è capitato ad Abidal, la storia di Leo Lo Bianco non farà il giro del mondo. Chissà se conquisterà almeno qualche titolo…

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Mariella Caruso

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