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La rivoluzione del divertimento della ‘Giovine Italia’


Che una rondine non faccia primavera è risaputo. Tre rondini, però, possono diventare un indizio concreto che la bella stagione sta arrivando. Le tre vittorie per 3-0 nelle prime tre gare della World League 2011 sono le tre rondini dell’Italvolley del nuovo corso targato Mauro Berruto e della sua banda di ‘quasi’ esordienti: Travica, Zaytsev, Buti che aspettavano il loro posto al sole; i più esperti Birarelli, Lasko e Bari con il ‘capitano’ Savani e tutti gli altri, da Baranowicz a Kovar, da Della Lunga a De Togni fino allo sconosciuto, per chi non mastica di A2, Giulio Sabbi.

E’ vero anche che le cose cambieranno senz’altro in corsa e vincere non sarà sempre così facile a mano a mano che le avversarie cresceranno di valore e, soprattutto, conosceranno meglio questa ‘Giovine Italia’ – la citazione risorgimentale non è puramente casuale – che ha fatto il suo esordio casalingo nel giorno della 65sima Festa della Repubblica. Le sconfitte, del resto, ci stanno e nobilitano le vittorie visto che nello sport, e spesso anche nella vita, a fronte di chi vince c’è sempre qualcuno che perde.

Ma stavolta questa Nazionale sembra avere qualcosa in più. E’ un gruppo che, oltre a voler puntare sempre alla vittoria, come è giusto che sia, si diverte e vuole fare divertire il suo pubblico nutrendo la (non segreta) speranza di conquistarne altro strada facendo.

E’ una sensazione confermata anche dalle parole affidate da Mauro Berruto e da Dragan Travica ai loro blog personali.

«Guardando i volti dei miei giocatori e guardando i volti di coloro che guardavano i miei giocatori giocare, si percepisce che questa squadra emoziona. Si percepisce che la gente, che per questa nazionale ha sempre dimostrato grande affetto, si diverte nel guardarci stare in campo. Questo è un regalo bellissimo, che cercheremo di conservare e, se possibile, enfatizzare nel corso del nostro tour italiano che è partito ieri da Ancona. Vogliamo vincere più partite possibile, certo. Ma vogliamo anche conquistare uno per uno i nostri tifosi, saperli affascinare», scrive Berruto in un post (che potete leggere qua) in cui chiede ai suoi ragazzi di «rimanere puri».

«La gente sugli spalti tifava, urlava e secondo me si divertiva con noi. Sì, ho usato il verbo ‘divertire’, perché ieri io mi sono proprio divertito godendomi ogni singolo punto del match», ha scritto Dragan Travica (cliccate qua per leggere il post completo).

E’ il ‘divertimento’ la vera rivoluzione di questa Nazionale. E per chi non ci credesse, consiglio di ricordare volti ed espressioni degli azzurri dopo la sconfitta mondiale con il bronzo lasciato alla Serbia. Nessuno sembrava divertirsi in campo, nessuno (tranne i più giovani quando sono stati chiamati) è riuscito ad infiammare il pubblico e, nello stesso tempo, nessuno ha mostrato troppa delusione (tranne per alcuni che hanno lasciato venire giù qualche lacrima) quasi che quella sconfitta fosse ineluttabile. Invece una sconfitta non è mai ineluttabile, né scontata e, comunque, perdere deve sempre fare arrabbiare e deludere. Penso che questa nuova Nazionale sia già così pronta ad arrabbiarsi tanto quanto abbia voglia di vincere. Perché, per dirla con Travica: «Siamo l’Italia, dobbiamo pensare di poter vincere sempre».

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Mariella Caruso

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