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In IVY tutta la dolcezza di mamma Elisa

Non sono mai stata una grande fan della musica di Elisa. Ho ascoltato gradevolmente i suoi pezzi più famosi ma non sono mai andata oltre. Da oggi (o ieri visto che sono già le 00.21) però mi annovererà fra i suoi fan. Almeno per quanto riguarda IVY, il nuovo progetto musicale della cantante di Monfalcone in uscita martedì 30 novembre.

Se qualcuno non sapesse che Elisa è diventata mamma sarebbe naturale pensarlo dopo aver sentito le note dei 17 brani di IVY. Note dolcissime, dettagli curati. Un lavoro intimo e personalissimo che ha tolto le “sovrastrutture facendone rimanere l’essenza“. Ogni canzone, che sia una delle dieci rivisitazione dei suoi successi compresa la particolare versione di ‘Non trovi le parole‘ contaminata dalle rime di Fabri Fibra, che sia una delle quattro cover scelte accuratamente da Elisa o uno qualunque dei tre inediti, parla al cuore. E al cuore ha parlato Elisa presentando alle Officine Meccaniche di Milano, dove nel 2003 aveva registrato Lotus in presa diretta, il suo progetto del quale fa parte anche un docu-film girato nel bosco trentino di Artesella in Valsugana con Elisa che parla del viaggio che l’ha condotta a IVY intervallando con esibizioni live registrate nello stesso bosco.

Elisa ha affidato la presentazione a qualche spezzone del docu-film a partire dalle parole che lo aprono – “Ci sono cose che ti restano dentro senza che tu sappia spiegartene il motivo, cose che ti appartengono e a cui tu appartieni…E queste sono le canzoni che mi sono rimaste dentro, in un posto dove sono arrivate nella loro essenza e nella loro semplicità. Questo è il posto speciale dove ho attinto, e queste sono alcune delle canzoni che nell’arco di questo tempo si sono depositate qui. E la loro bellezza e la loro forza è simile alle emozioni che trovo nella natura. La forza della semplicità, la forza dell’armonia, della dolcezza e della purezza. E questo per me è IVY” – e alla sua voce per un mini live di due pezzi.

Poi si è limitata a rispondere alle domande con un pudore che si scioglieva quando si è trovata a parlare dell’amico Giuliano Sangiorgi, padrino di battesimo della sua Emma, e compagno di incursioni vocali in ‘Ti vorrei sollevare‘ (che in IVY canta da sola così come ‘Gli ostacoli del cuore‘) e ‘Basta così‘, o delle ex ‘amiche per l’Abruzzo’, oggi amiche “da gruppetto massimo da primo superiore: l’argomento più serio fra di noi è il gossip”.

“‘Basta così‘ è una delle più belle e classiche canzoni che Giuliano abbia mai scritto. Io amo molto la sua voce, penso sia una delle più belle voci maschili che ci siano. Ricordo che quando abbiamo registrato il demo si lamentava di avere la voce bassa. Ma era l’1.30 di notte e col freddo che c’era era solo in camicia e una sciarpetta di lino. Al mio consiglio di coprirsi mi ha risposto: ‘Io sono focoso’“.

Potrei continuare a scrivere ancora… del nonno di Elisa, cui è dedicata ‘Sometime ago‘, “una fonte d’ispirazione continua“; delle contaminazioni che “ama perché portano energia“; delle scelte delle cover. Ma visto che questo è un blog e mi sono già dilungata un bel po’ vorrei finire, per chiudere il cerchio, con la sua interpretazione della maternità: “E’ un grande regalo, una grande possibilità di crescita, la possibilità di imparare ad amare a un livello incredibile… è una cosa mistica“.

Tutto questo c’è in IVY.

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Mariella Caruso

1 commento

  • Noooo, post troppo corto! Il racconto è troppo bello per finire, sembra una chiacchierata fra te ed Elisa! Mi è sempre piaciuta, al di là della voce incredibile, per il suo modo poco convenzionale di porsi al pubblico che dalle tue pennellate emerge perfettamente!

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