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Diario da Spergau di una tifosa speciale della Nazionale juniores di pallavolo maschile. Prima puntata: il viaggio


di Annalisa Pinto *

Spergau. La prima volta che ho letto questo nome sul sito Cev ho pensato: «E adesso come ci arrivo?!?»… Sì perché vedete… non ho mai dubitato neanche per un attimo di volerci essere, non mi è mai passato minimamente per l’anticamera del cervello di non arrivare fin qui…

Chi mi conosce sa bene cosa intendo… insomma… Spergau non è solo una cittadina a pochi chiometri da LipsiaSpergau non può essere solo un posto di bretzel e gluhwein…

Spergau è molto di più! Spergau in questo momento è come la prova generale di tutto, è come la messa in scena di quello che per mesi abbiamo studiato. Spergau adesso significa Pallavolo, con la p maiuscola. A Spergau, per chi non lo sapesse, è in programma il torneo di qualificazione ai Mondiali juniores nel quale è impegnata la ‘giovane Italia‘ di Liano Petrelli. È così già arrivando in albergo, quando entro in ascensore e noto sulle pareti la locandina dell’evento… (capite no?) ho capito perché sono qua: non potevo perdermi la messa in scena…

E’ cominciato tutto con la solita valigia. Ho scoperto che fare valigie da “esseri umani civili” (passatemi il termine…) è molto più complicato che fare valigie da “scoutman”. Cioè mettetevi nei miei panni: in squadra non hai possibilità di scegliere la felpa o il pantalone o la giacca ecc ecc. In squadra metti sempre le stesse cose… e la cosa migliore è che non sei tu a decidere… perciò il problema non si pone! Da supporter la storia è molto diversa: controlli il meteo 100 volte, i gradi celsius, vai su otto siti diversi per capire se pioverà o no… e poi alla fine? Metti insieme tanta di quella roba da poter vivere per un mese in Alaska e vestirti a cipolla almeno per una settimana! E poi ti chiedi: «Ma non avevo pensato di partire solo con uno zaino?!?!». Dettagli, solo dettagli!

E poi questa mattina è arrivato il momento dell’aeroporto, dei sorrisi, delle espressioni conosciute e indescrivibili, di quel colore che è così complicato da dimenticare… e poi del volo in ritardo, delle valigie rimaste a Frankfurt. Insomma, doveva cominciare meglio, ma magari alla fine qualcosa di buono arriva lo stesso!

Comincia così questa avventura, che nel limite del possibile proverò a raccontarvi. Stavolta non sarò dietro un computer, stavolta non è la stessa cosa. Ma ci tenevo comunque ad essere qui e a vedere da vicino questa Italia per me così speciale…

In bocca al lupo ragazzi!

* già scout(wo)man del Club Italia di A2 maschile in veste di tifosa speciale della Nazionale azzurra juniores maschile

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Mariella Caruso

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