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Dalla fuga ‘senza’ vittoria di Hooker ai sogni di Laura Saccomani


Destinee Hooker ha lasciato l’Italia ed è tornata negli Stati Uniti. Senza autorizzazione da parte della sua società. Tecnicamente è ‘scappata’ via per farsi operare a un ginocchio che secondo i medici della Scavolini Pesaro non sarebbe da operare ma soltanto da curare per un’infiammazione. Lo ha fatto alla vigilia della Final Four di Champions League in programma a Istanbul il 18 e 19 marzo, la prima della storia conquistata dalla Scavolini che giocherà con una maglia celebrativa dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Non so se Destinee, che ho visto giocare e conquistare il titolo di Mvp nella Supercoppa Italiana 2010, abbia bisogno o meno dell’intervento al menisco. Va da sé che in Italia questa partenza precipitosa è stata bollata come fuga (la storia approfondita potere leggerla su Volleyball.it) e negli Stati Uniti hanno puntato il dito contro la società pesarese che, cinicamente (l’aggettivo rende l’idea di un lungo articolo che potete leggere su Vollywood.net), avrebbe continuato a far giocare per settimane l’atleta nonostante l’infortunio. Circostanza, quest’ultima, piuttosto surreale perché nessuno minerebbe la salute di un’atleta per conquistare un trofeo.

Un trofeo che la Scavolini Pesaro allenata da Paolo Tofoli (il regista dell’Italia maschile che ha vinto tutto tranne le Olimpiadi sul quale il presidente Sorbini ha scommesso) s’impegnerà a conquistare anche senza la sua ex stella statunitense che, parentesi, nella sua pagina Facebook si augura di poter rientrare per la fase finale del campionato.

Al suo posto, così come è già capitato contro la Foppapedretti Bergamo, dovrebbe giocare Laura Saccomani. Anche lei – guarda caso – l’ho vista giocare per la prima volta in SuperCoppa. A Torino nel 2009 fu schierata da titolare per l’infortunio di Senna Usic. E mi piacque per la prova di carattere e quei 9 punti realizzati. Laura, che ha cominciato a dare manate a un pallone nella palestra di via Murat a Milano con la maglia della storica Pro Patria, aveva da poco compiuto 18 anni. «Sono felicissima delle mie prime gare – affermava la giovanissima schiacciatrice già migliore schiacciatrice della Girl League 2008 e premio Arnaldo Eynard quale migliore under 20 del campionato di A2 2008/09 -. Al di là della grande emozione, sapere che vicino a me ci sono pallavoliste di ottimo calibro mi rassicura. Stacco, ricezione, attacco… cerco di imparare il più possibile dalle mie compagne – ammetteva -, devo crescere tecnicamente e personalmente».

Oggi ha 19 anni, un campionato di A1 già disputato (con 47 punti realizzati negli spezzoni dei 36 set nei quali è entrata in campo), un tricolore sul petto, un passaggio in Nazionale nel gruppone di Massimo Barbolini e, adesso, per la ‘fuga’ di Hooker, l’opportunità di dare più di un contributo in Champions League. So che (probabilmente) ne avrebbe fatto a meno perché senza Hooker la strada di Pesaro è tutta in salita, ma so anche che ci metterà il cuore e tutta la sua carica.

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Mariella Caruso

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