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Cori ‘contro’ a sfondo razzista a Busnago

I cori ‘contro’ sono già qualcosa non proprio ortodossa. Anche se sarebbe decisamente meglio tifare sempre a favore di qualcuno piuttosto che contro, un ‘Chi non salta… ‘ ogni tanto può pure essere tollerato. A patto che non sia offensivo.

Difficile, invece, tollerare i cori contro. Se poi i cori sono razzisti diventano indecenti, inammissibili, espressioni becere di una frustazione che dovrebbe stare lontana da qualunque evento sportivo.

Purtroppo alcuni di questi cori si sono sentiti domenica 13 novembre al PalaBusnago, provincia di Monza Brianza. Le ragazze dell’Assitur Corriere Espresso Soverato, provincia di Catanzaro, che militano nell’A2 femminile di pallavolo sono state “salutate”, si fa per dire, durante la partita con il coro ‘Benvenute in Italia’ dai tifosi dell’Acqua Paradiso Busnago, squadra gemellata con l’Acqua Paradiso Monza Brianza di A1 maschile

Non si è fatta attendere la reazione veemente (che, probabilmente, avrebbe potuto usare toni meno teatrali ottenendo molto di più) del presidente soveratese, Antonio Matozzo: «La società, la città di Soverato e la Calabria tutta respinge con forza queste sterili provocazioni ed invita questi quattro sciacalli nella partita di ritorno a Soverato a venire per gridare gli stessi slogan antimeridionali a Soverato, dimostrando cari vigliacchi di avere gli attributi ed il coraggio delle vostre idee».

L’«incidente» – come lo chiama con semplicità il Giornale di Vimercate – non viene stigmatizzato. Anzi. Adesso sono i tifosi di Busnago a sentirsi ‘indignati’. «Non vogliamo che tutto questo vada a ricadere sulle ragazze – hanno spiegato questi supporter al ‘Giornale di Vimercate’ – Non sarebbe giusto. Quello che è successo è che per dieci secondi esatti, in un momento di concitazione per una decisione discutibile dell’arbitro, qualcuno si è scaldato. Ma il tutto è durato pochi secondi su una partita di due ore e mezza. Noi non siamo dei razzisti. Vengono squadre da tutta Italia, molte dal Sud, e non si sono mai verificati comportamenti scorretti da parte nostra. Evidentemente il “Soverato” ha un problema personale con noi per aver reagito così pesantemente».

«Se avessimo fatto qualcosa di pesante la partita sarebbe stata interrotta, ma non è successo – aggiungono senza scusarsi ma solo dicendosi dispiaciuti se qualcuno si è offeso -. Se ci sono offesi per quel coro, ce ne dispiace, ma non c’era alcun intento razzista. Noi siamo solo appassionti, non siamo politici o cose di questo genere».

E allora che bisogno c’era di farlo? Non è sempre meglio tifare per le proprie ragazze che lo meriterebbero di più, invece di tifare contro le altre?

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Mariella Caruso

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