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C’era una volta una chat sul sito di Macchia Nera…


Questione d’affetto. Quello che mi lega a ‘La Gatta‘, la prima canzone che (mi raccontano) ho imparato a cantare. Sarà per questo che ‘La chatta‘, parodia in chiave web 2.0 della classicissima di Gino Paoli firmata da Daniele Silvestri, mi ha catturata per la sua divertente leggerezza che, però, fa pensare ai cambiamenti e rimpiangere il passato prossimo.

C’era una volta una chat sul sito di Macchia Nera in disuso e ormai vecchia così come il terminale con una finestra su un piccolo schermo blu” è l’incipit del brano alla cui rielaborazione “simpaticissima“, come Silvestri la presenta allo stesso Paoli, si è prestato il cantautore genovese. “Ora non navigo più là, tutto è cambiato non navigo più là. Ho un profilo bellissimo, bellissimo in coppa a facebook“, intona il ‘vecchio’ Paoli che presta la sua voce così come fanno Niccolò Fabi, Andrea Camilleri, Peppe Servillo, Bunna degli Africa Unite, Stefano Bollani, Diego Mancino a ‘S.C.O.T.C.H.’, ultimo lavoro del cantautore romano.

Basterebbe il ritornello di “Precario è il mondo” – “Precario il mondo precario il mondo, flessibile la terra che sto pestando, atipica la notte che sta arrivando volatile la polvere che si sta alzando” – nel quale irrompe un rap di Raiz, a dare credito a un album disseminato di riflessioni amare, impreziosito dalla cover di ‘Io non mi sento italiano‘, da ascoltare dalla prima all’ultima parola.

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Mariella Caruso

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