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Amore e volley. Giacobbe, il ct dell’Egitto torna a Catania dove 32 anni fa si dichiarò alla sua Gloria


«Forza nonno». Lo avevano scritto Cecilia e Niccolò su uno striscione sul quale avevano anche dipinto palme e piramidi prima di esporlo sugli spalti del Forum di Assago. Il nonno in questione si chiama Antonio Giacobbe, ha 63 anni e da due anni è il tecnico della nazionale egiziana di pallavolo che fra poco al PalaCatania affronterà la Russia nella prima giornata della seconda fase dei Campionati Mondiali di pallavolo. Un risultato storico per la squadra dei Faraoni che non era mai andata oltre la prima fase in un torneo iridato. Ma non un risultato storico per il tecnico di Cecina, «nato da babbo messinese» come ci tiene a precisare, che già al Mondiale giapponese di quattro anni fa aveva fatto lo stesso con la Tunisia, portando per la prima volta una nazionale africana di pallavolo al secondo turno di un Mondiale.

Per il buddista Giacobbe che, alla vigilia della gara con l’Italia, ha detto «Io, prima di una partita così, con la paura ci vado a letto, non dormo, la tengo con me come se fosse un’amante», l’ambizione della vigilia era al massimo quella di conquistare il terzo posto del girone e continuare il Mondiale a Milano. Quello che, al contrario, Giacobbe non si sarebbe mai aspettato era di dover prendere l’aereo in direzione Catania in virtù del secondo posto conquistato dietro la nazionale azzurra nella poule A. Una città alla quale il 63enne toscano è particolarmente legato… per questioni di cuore. «Fu a Catania che mi dichiarai a mia moglie», racconta mentre al suo fianco la signora Gloria, nata Guiducci, sorride. Quella tra Antonio e Gloria è una storia d’amore e di pallavolo nata e cresciuta sui parquet. Gloria giocava e Antonio allenava. Ma nonostante gli sguardi non si erano mai detti alcunché fino a quel giorno del 1978. A Ragusa si giocava la finale della prima edizione della Coppa Italia, poi vinta dalla Torre Tabita Catania. Antonio Giacobbe allenava la formazione di Cecina che arrivò seconda.

«Riuscimmo ad andare a fare il bagno a Catania – racconta Gloria – e proprio lì sulla spiaggia della Plaja lui finalmente mi disse quello che provava». «Eravamo di fronte al faro – continua Antonio Giacobbe -, fu una bellissima giornata». Insieme Antonio Giacobbe e Gloria Guiducci conquistarono poi un oro ai Giochi del Mediterraneo del 1983 a Casablanca: lui allenava la Nazionale e lei era il capitano. Stanno insieme da trentadue anni, sono diventati genitori e poi nonni. Gloria però non seguirà il consorte a Catania.
Tornerà in Toscana dove vive e allena l’Under 13 della Pallavolo Cecina e continuerà ad incitare da lontano il marito che, magari, un giorno o l’altro la riporterà sulla spiaggia di Catania che per una volta rivedrà da solo.

(pubblicato su La Sicilia del 30/09/2010)

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Mariella Caruso

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