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Altro che Zelig… quando Bisio, Albanese e Aldo si esibivano al Circolone


E’ più che centenario, ma a dispetto dei suoi 106 anni è più vivo che mai. Soprattutto adesso che si è rifatto il look per la grande riapertura dello scorso 3 ottobre. Ferro e pietra per non snaturare lo spirito operaio di cui sono intrise le mura del Circolo Fratellanza e Pace, meglio conosciuto come “Circolone”.

Fondato come cooperativa sociale nel 1904, sede del Pci fino al 1970, trasformato in circolo cooperativo negli anni ’80 ma da sempre il centro della vita sociale di Legnano. Anche adesso che a Legnano non ci sono più le fabbriche e gli operai e al “Circolone” non ci sono più gli anziani che passano i loro pomeriggi giocando a carte ma i ragazzini che vi passano il sabato sera con i dj set e la musica del vivo e i legnanesi (e non solo) che non lasciano un posto libero nei martedì sera delle ‘Prove tecniche di cabaret’, diventata la serata più popolare con la direzione artistica di Max Pisu e Claudio Batta.

Pisu è prima di tutto, da legnanese doc, un socio del Circolo Fratellanza e Pace”, sottolinea Anna Prada, anche lei socia impegnata a tempo pieno nella gestione del locale di via san Bernardino 12. “All’inizio degli anni ’80 il Circolo è stato uno dei primi esempi di sperimentazione dei laboratori di cabaret. Altro che Zelig, era qui a Legnano che i grandi comici italiani di oggi si esibivano. Elio e le Storie Tese, Paolo Rossi, Aldo e Giovanni con Marina Massironi, Claudio Bisio e Antonio Albanese sono passati dal nostro palco”, continua Anna Prada.

Una tradizione che ogni martedì dalle 21.30 viene rinnovata nel laboratorio dal quale passano periodicamente Stefano Chiodaroli, Sergio Sgrilli, Diego Parassole, Leonardo Manera, Giovanni Vernia, Urbano Moffa, Carlo Giuffra, Claudia Penoni, Italo Giglioli, Gianluca De Angelis. E non solo. E’ un aprire la “scena anche a chi sta muovendo i primi passi”, come puntualizza proprio Max Pisu in un passaggio di presentazione delle serate nel sito del ‘Circolone’.

Il graduale passaggio alla modernità del Circolo Fratellanza e Pace comincia negli anni ’70 – continua a raccontare Anna Prada -. Fu il presidente di allora Piero Meroni a dare il via al nuovo cammino aprendo il Circolo ai giovani ed evitando così l’invecchiamento. Tra i giovani di allora c’era anche il presidente attuale, Vittoriano Ferioli, che di anni adesso ne ha 56”.

Non è che al Circolone siano state sempre rose e fiori. Per un periodo all’inizio degli anni ’90 qualche balordo spacciava droga nelle serate giovanili all’insegna del punk e del rock. “Ma affrontammo i problemi di quel periodo perché noi vogliamo continuare a rimanere quello che siamo: un posto democratico che fa del confronto una cosa importante”, spiega Anna Prada che sorride quando le si chiede come fa il Circolo Fratellanza e Pace, non connotato esattamente entro quell’area politica più che presente nel Castanese e ripete la storia “della democrazia”.

Democrazia a parte oggi al Circolone ci si può andare anche per mangiare: 10 euro per primo, secondo, acqua e caffè tutti i giorni dalle 12,30 alle 14,30. “Sulla tradizione della mensa per gli operai è nato ‘Circolone Cooking’… e non è una trattoria per camionisti. Noi ci teniamo alla qualità, abbiamo anche un menù vegetariano”, continua il nostro ‘cicerone’ tra le attività del ‘Circolone’ dove si può anche cenare dal martedì alla domenica ma non il sabato. “Musica punk, rock e pop per quella che è la nostra serata dedicata ai più giovani. Quando all’inizio di ogni anno vedo arrivare i più piccoli ancora mi commuovo”, afferma Anna con un tocco materno nella voce. Le altre serate sono dedicate alla birra – “Il mercoledì con prezzi scontati arrivano tra le 500 e le 600 persone” -, al cinema è riservato il giovedì e da qualche tempo il venerdì è animato da rassegne live.

E sulla scia della finalità sociale, per i 350 soci attuali e non solo per loro, in via San Bernardino c’è anche la Bottega del Circolo dove “ogni prodotto ha una storia da raccontare, di persone, di cooperative e di tanto rispetto dell’ambiente – come il vino di Libera Terra, prodotto nei terreni confiscati alla mafia, o come i biscotti fatti nel carcere di Verbania, oppure le salse fatte dalla cooperativa Radici nel Fiume”. Storie di donne e uomini come quelle del Circolone.

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Mariella Caruso

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