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A Salina brilla la stella di Martina Caruso

Martina Caruso su "Sicilia in Rosa"

Martina Caruso su “Sicilia in Rosa”

«Dopo un intenso anno di lavoro è bello vedere riconfermata la propria stella». La stella è quella Michelin che Martina Caruso, chef ventisettenne del ristorante dell’Hotel Signum di Malfa a Salina dove lavora con il papà Michele, la mamma Clara e il fratello Luca, dopo averla conquistata nella Guida 2016, l’ha mantenuta anche nella Guida 2017. «In quest’anno da “stellata” è cambiato molto – ammette la chef -. Ho sentito addosso una grande responsabilità, non tanto per la stella, ma per le aspettative di tutti quelli che facevano il viaggio fino al Signum per assaggiare i miei piatti».

Delle qualità di Martina Caruso, unica chef stellata siciliana, però, non si è accorta solo la Rossa. La giovane Caruso, infatti, è stata scelta da Identità Golose, che segnala le sue Cozze con lardo di suino nero dei Nebrodi, miele di ape nera sicula e lenticchia di Ustica, come migliore donna chef giovane d’Italia, nonché Cuoco Emergente 2017, secondo Gambero Rosso che  promuove il premio in collaborazione con Acqua Panna & S. Pellegrino.

«Sono felice – confessa Martina Caruso – di poter contribuire a far conoscere Salina con la mia cucina, anche se il nostro ristorante è aperto soltanto da aprile a ottobre». Una bella soddisfazione per la cuoca siciliana in un anno in cui nessuna nuova donna ha conquistato riconoscimenti in casa Michelin. «Non mi chiedo mai perché le donne non trovino adeguato spazio in cucina e perché soltanto raramente arrivino ai vertici.

Martina Caruso (Foto da Facebook)

Martina Caruso (Foto da Facebook)

Non credo che c’entra il fatto che si tratti di un lavoro molto faticoso, le donne non si fanno fiaccare dalla fatica, e nemmeno che ci si debba sacrificare molto», ammette la chef diplomatasi all’Istituto Alberghiero di Cefalù e poi specializzatasi a “Le scuole del Gambero Rosso” di Roma e all’estero. «Molto più probabilmente c’entra la difficoltà di farsi valere in cucina», argomenta, invece, la Caruso.

«Per quanto mi riguarda io sono molto mascolina, e tendo a farmi ascoltare in ogni situazione. Da bambina giocavo a palla ai maschi, questo mi è tornato molto utile per far capire subito alla brigata chi è a guidare – aggiunge -. Questo, insieme ai miei piatti, mi ha aiutato a emergere». Per quanto riguarda i piatti, Martina Caruso, che definisce la sua cucina “leggera e libera”, come ogni buona isolana utilizza molto i prodotti del suo territorio tra gli ingredienti delle sue portate. «Il mio ingrediente locale d’elezione sono i capperi: li uso dappertutto, nei piatti salati e anche per fare il gelato, ma non nel mio piatto preferito: linguine con latte di mandorla e vongole – svela -. In ogni caso nelle mie ricette non mancano mai altri prodotti a cominciare dalla Malvasia per finire al finocchietto di mare e a tutte le erbe spontanee che spesso raccolgo da me».

(Pubblicato su Sicilia in Rosa del 3 dicembre 2016)

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Mariella Caruso

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